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2007/12/30 La fine dell'anno![]() 2007/12/25 Merry Christmas
2007/12/24 Achmed- Il terrorista morto!! Oddio mi sono scompisciato nel vederlo, è troppo divertente!!!!! "Silence!!!!! I Kill you!!!! Ahahahahahaha" 2007/12/12 Destination CalabriaE’ da quando sono tornato a caso che penso a come cominciare questo post, non so se bestemmiare come il pazzo o forse è meglio metterla sul ridere, cosi almeno non mi deprimo. Spesso mi sono domandato il perché tutti dicessero che il Sud era disorganizzato, non funzionava nulla ecc ecc. Visto che io mi considero un terrone, come amano definirci i nostri cari amici, di prima qualità , fiero di essere un sudista! Ultimamente sono sceso per vacanza o per lavoro più giù della mia città e mi si è accapponata la pelle, tutto quello che io prima credevo puro razzismo era vero purtroppo! Forse è meglio che espongo i fatti, perché tra una sfiga madornale e la disorganizzazione è un miscuglio che avrebbe fatto impazzire anche Gesù cristo! Ora capisco perché Gesù cristo si fermò ad Eboli, perché + giù non funziona nulla! Allora due settimane fa io e marco, il mio socio della società Pemar (a proposito abbiamo riaperto, quindi vi aspetto numerosi!) abbiamo deciso di scendere da un amico in Calabria a Camigliatello , una piccola località sciistica, famosi anche per le patate della Sila che al ritorno io e marco abbiamo fatto 10 kg a testa!XD Cmq siamo stati da questo amico, che ci ha mostrato quello che aveva in magazzino. Però li ci presenta un altro rifornitore, che aveva anche lui un negozio con molta roba firmata, quindi io e marco decidemmo di andare a vedere cosa aveva. Però non riuscimmo ad arrivare a Rossano, dove aveva il negozio questo Pietro, perché decidi di incontrare un amica, che nei giorni successivi mi avrebbe mandato a fanculo e cacciato a calci nel culo dalla sua cita, ma questo è un altro discorso. Insomma tornammo a Salerno, però ci eravamo promessi di riscendere, e qui viene il bello, perché questa promessa ci costerà 10 anni della nostra vita…. Non preoccupatevi non abbiamo fatto nessun patto col diavolo, è stato solo lo spavento. Decidiamo di scendere domenica nove, perché eravamo entrambi liberi. E da qui la sfiga, le malevolenze degli invidiosi o chiamatele come vi pare cominciano a metterci lo zampino, il padre di marco non volle riprestarci la macchina per scendere fino in Calabria, io purtroppo ho solo la mia pandarella, che è un bolide per la città, però non mi fidavo a scenderla fino a giù, e poi ho solo quel auto, se si guastava i miei m’impiccavano. Allora brillante idea decidiamo di scendere con il treno, io provai a desistere marco, perché sapevo che il calabria i treni non funzionano cosi bene, ma lui non mi volle dare ascolto e come sempre nella mia vita mi sono sentito dire “Si avevi ragione” ……. $%@# Il sabato prima usciamo, e tra una chiacchiera e l’altra , si decide di partire, però ci ritiriamo alle 3 a casa e mentre io prendo tutti gli orari dei treni sia per salire che per scendere (che di domenica dimezzano quasi i viaggi!!!!!!!!) sono andato a letto alle quattro di mattina, la partenza era alle sette e mezza, cioè da li a poche ore, quindi la sveglia è stata un ora prima, quindi ho dormito solo due ore…. Uscito di casa come un ladro per non fare casino ci mettiamo sul treno per scendere fino a Cosenza. Incontriamo una zona di fitta nebbia , ma quando dico fitta dico proprio fitta, non vedevamo nulla di quello che ci circondava, sembrava quasi che da un momento a l’altro uscissero i dissennatori dal nulla!XD Arrivati a Cosenza chiediamo al nostro amico Pietro di venirci a prendere alla stazione, ma dice che è troppo lontano (voglio precisare questo ha una mercedes tremila di cilindrata, ci avrebbe messo si e no mezz’ora.!!!!!!!!!!) , va bene, concordiamo di vederci a Sibari, che era a meta strada da rossano. Ora noi non abbiamo preso la coincidenza del treno per rossano, perché era dopo tre ore. Arriviamo a Cosenza alle undici e mezza, avevamo il treno per sibari da li a mezz’ora e decidiamo quindi di andare a prenderci qualcosa da mangiare….. siete mai stati a Cosenza…. Spero per voi di no, perché la stazione è distaccata dalla strada ed è collegata con due rampe, sembra quasi un giocatolo delle micro machine . Scesi in strada, che erano due violoni divisi da delle aiuole che andavano in due direzioni diverse giriamo un buon quarto d’ora per trovare un bar un supermercato, trovato questo supermercato che come spesso succede in Calabria è sotto alle abitazioni, ma cosi sotto, che in testa hanno i balconi. Entrati qui dentro il proprietario era un vecchio magro e alto, sembrava quasi un Ent, aveva lunghe dita affusolate, sembrava vivo per miracolo un soffio di vento più forte e sarebbe andato giù, tanto rincoglionito (o lo faceva credere) che voleva farci pagare di più perché aveva digitato male sulla tastiera il prezzo della cioccolata. Rientrati in stazione dopo aver attraversato una via principale, facciamo i biglietti per prendere il treno, che era di un solo vagone. Sto treno ci metteva un ora perché perdeva un botto di tempo in piccole stazioni , altrimenti in più di mezz’ora eravamo a destinazione. Arrivati a Sibari quasi a l’una, la coincidenza per Rossano era alle cinque del pomeriggio!! O_O Quindi aspettiamo sto tizio che doveva venirci a prendere, ma non si faceva vedere, un freddo della madonna tirava vento neanche stesse arrivando un tornado. Proviamo a chiamarlo e il telefono era spento….. prime avvisaglie di panico e il mio cervello gia lavorava in venti direzioni diverse per capire dove potevamo andare a sbattere se questo non si presentava, ma soprattutto rimbombava stile disco nel mio cranio la frase “Lo sapevo!!lo sapevo!!” e una rabbia omicida voleva uccidere Marco. Aspettiamo quasi due ore li a terra, aspettando che questo arrivasse, ma neanche per sogno, ormai si era congelata la mano al telefono a furia di chiamarlo. Ad un tratto passa un pullman, la Simet, una compagnia che fa grandi viaggi e Marco caparbio come un mulo chiede se andavano a Rossano, perché voleva raggiungerlo al negozio, perché li le opportunità erano o si torna a casa o lo si va a prendere a lui sotto casa (direte voi per picchiarlo!!! Come non posso darvi ragione!XD) L’autista prima dice di no, poi dopo neanche due metri si ferma e ci fa salire, gentilissimo non ci fa pagare neanche il biglietto per la tratta fatta. Durante il tragitto vediamo che quelle zone erano piene di campi sterminati di mandarini, ma quando dico sterminate erano sterminate, manti arancione e verdi che si estendevano ad entrambi i lati della carreggiata. Erano però alberi nani, con poco fusto, molti rami e carichi di foglie, ma soprattutto di mandarini, sembravano quasi cespugli, perché i rami toccavano terra, potevano essere alti massimo due metri, i bonsai di mandarini XD , infatti io e marco ci eravamo detti che se eravamo con la macchina avremmo preso 10 kg anche di quelli!!XD Arrivati a Rossano il difficile cominciava da li, perché conoscevamo solo il nome di questo tizio, quindi eravamo sprovvisti di indirizzo, senza sapere il nome del negozio neanche il suo cognome avevamo (se state pensando che siamo dei coglioni che partono cosi al avventura, non vi biasimo, anche se a nostra discolpa sto pirla doveva venirci a prendere alla stazione, quindi queste informazioni erano superflue!), mentre tentavo di telefonare a Pietro,Marco cercava di informarsi su dove era questo, per farla breve abbiamo mobilitato mezzo paese, alla fine hanno capito di quale Pietro parlavamo, per nostra fortuna in quel paese che era il sogno di ogni costruttore (ovunque ti giravi stavano costruendo stabili enormi con case, parcheggi e alcuni avevano anche qualche area in comune!) si utilizza ancora i soprannomi, quindi conosciuto il suo soprannome fu facile capire il nome del negozio e dove si trovata ,e vi assicuro che non era vicino alla stazione per niente!!! Tutti lo chiamavano “Pietro o’ jeje “ ,credo si scriva cosi, c’hanno spiegato che o jeje è un uomo forte e furbo, e il soprannome proviene dal detto “uccidi prima lo jeje e poi il lupo”, vi prego non domandatemi quello che significa che a stento capivo quello che dicevano, nel loro dialetto che sembrava un misto tra siciliano e calabrese!!!! Arrivati al negozio che erano le tre, il negozio era chiuso, non sapevamo che fare , il panico aumentava perché stavamo cominciando a realizzare che oltre alla situazione di merda in cui eravamo , avevamo fatto anche un viaggio a vuoto, che era la cosa peggiore in quei momenti. Domandavamo a tutti se avevano un altro numero, o quello di casa oppure dov’era insomma qualsiasi cosa,andammo anche in un internet point per trovare il suo numero sopra l’elenco delle pagine gialle. Domandammo anche a due ragazze, molto carine, quando le abbiamo avvicinate credevano che le volessimo abbordare e per l’incredulità dei nostri occhi la cosa non le dispiaceva affatto anzi… però poi hanno realizzato quello che volevamo e si sono un po’ risentito (io a pensarci m’incazzo sul serio, visto che abbiamo passato altre due ore li terra al freddo, mentre potevamo stare almeno in compagnia!!!! Le bestemmie quel giorno si sprecavano!!) Verso le sei di sera il telefono squilla era Pietro s’inventa la scusa che era venuto a prenderci, però aveva trovato traffico per un centro commerciale aperto, secondo noi palle su palle, perché quello di sicuro stava a casa, però noi in quel momento avevamo due possibilità o litigare con lui e mandare tutto a puttane , oppure dire di si, fare il nostro lavoro e andarcene. Però il pericolo era dietro l’angolo perché l’ultimo treno da Rossano partiva alle sei e mezza, ora che è quasi arrivato lui. Passata circa un oretta a fotografare il tutto e a parlare dei prezzi e delle offerte che poteva farci, marco si è preso un pantalone di Giorgio Armani. Ormai erano le sette e mezza era tardi per prendere il treno e chiediamo a Pietro di riaccompagnarci a Cosenza, ma lui disse che non poteva ….. la rabbia saliva, ormai avevamo gli occhi iniettati di sangue. Pietro chiama alla Simet per il primo autobus per Salerno, ma non c’è ne sono c’è ne uno , che a detta sua passava per la nostra città, al massimo ci avrebbe lasciato ad un area di servizio di li vicino e qualcuno ci sarebbe venuto a prendere, cosa che in quel momento sembrava oro, visto che se non facevamo cosi dovevamo rimanere in Calabria, con i nostri che ci alitavano col fiato sul collo per sapere cosa stessimo facendo (come nelle situazioni più disparate o chiamavano a monte o a valle di un problema appena successo, quindi non sapevamo proprio cosa cavolo raccontargli , che il massimo del comico è che mio padre e il padre di marco si davano appuntamento per chiamare, come chiamava uno dopo neanche dieci minuti chiamava l’altro……….@°%|!*) Il pullman partiva da li a cinque minuti, quindi tutti sulla macchina e corriamo alla fermata del pullman. Ci mettiamo esattamente due minuti, correva come il pazzo centoquaranta km/h nella città, stavamo anche facendo un incidente con uno che non aveva rispettato lo stop (contante uno, poi capirete!) , mentre noi eravamo azzeccati nei sedili per gli aumenti bruschi di velocità. Arrivati al pullman lo salutiamo e saliamo, il controllore ci dice di metterci dietro a tutto perché il pullman era tutto prenotato. Dopo neanche dieci minuti che siamo partiti si riavvicina il controllore e ci dice che quel cazzo di pullman non solo non ferma a Salerno, ma non ci passa proprio, dice che prendevano lo ionico, passavano per Taranto, noi completamente cagati sotto di non poter tornare a casa, e continua dicendo che alle nove e mezza , dove ci avrebbe lasciato sarebbe passato un altro pullman alle nove- nove e un quarto, ma il problema è che non erano neanche le otto di sera e quello stronzo ci aveva lasciato a Corigliano, in una fermata del Agip desolata. Guardando sulla tabella degli orari non vediamo nessun pullman previsto per quel orario, quello per Salerno era gia passato da oltre quattro ore!!! Ormai il panico ci aveva attanagliato, non sapevamo come arrivare a Cosenza prendere il treno e l’ultimo era alle nove e mezza, perso quello saremo restati li in Calabria persi nel nulla più completo. Ormai eravamo alla disperazione chiamammo la polizia e i carabinieri per un aiuto, e quegli stronzi non si diedero una mano, neanche pagando la benzina ad uno di loro con una macchina privata, eravamo arrivati a fermare la gente per chiedergli se ci davano un passaggio fino a Cosenza, la cosa forse più stupida che si poteva fare era proprio quella, ma ormai erano quasi ventiquattro ore che non dormivamo, eravamo infreddoliti e impauriti non sapevamo più che pesci prendere , ne a chi chiedere aiuto. Chiamammo Pietro e gli ordinammo di mettere qualcuno a disposizione per venirci a prendere e ci disse che mandava uno di nome antonio e gli chiediamo di darci il numero per chiamarlo e farci dire dov’era. Quando lo chiamammo questo non sapeva neanche che doveva venirci a prendere, da li la vena mi pulsava sul collo in maniera spropositata. Alla fine richiamando Pietro capimmo che quel coglione aveva sbagliato a darci il numero, che quello chiamato era suo figlio non il suo amico. Fatto sta che questo arrivo ormai alle otto e mezza passate, e per arrivare a Cosenza ci voleva un ora e più. A dire la verità, oltre al fatto che non si capiva quasi nulla di quello che diceva, dovevamo fare la traduzione simultanea, era una brava persona che si era messa a disposizione, infatti correva anche, forse un po’ troppo, visto che erano tutte stradine a doppio senso, con molti sorpassi ma la nostra sfiga voleva continuare a temprare il nostro carattere, tanto che cominciò a piovere e noi eravamo terrorizzati che questo finisse fuori strada o facesse un incidente (e qui siamo a due!!!!!).Arrivati a Cosenza , sto tizio non conosceva dove si trovava la stazione e perdemmo altro tempo per trovare la stazione, quando arrivammo erano le dieci, il treno era partito e noi disperati. Chiedemmo alla polizia, che ci fece capire che la stazione di Cosenza, come tutta la città, stava marcendo, molti treni erano stati soppressi, ormai il punto nevralgico di quelle zone era Paola, io la ricordavo perché da li arrivavamo amici e parenti quando anni fa passavo le vacanze in Calabria. Tra l’altro avevano anche lasciato la pistola sopra al tavolo del ufficio con il caffè e un paio di panini, insomma una possibile strage se eravamo figli di puttana. Vedemmo che alle undici e un quarto c’era un treno per Venezia , ma erano tutte cuccette, però decidemmo lo stesso di tentare, tanto di la a mezz’ora sarebbe arrivato anche un altro treno diretto a Salerno. Ci facemmo consigliare un tassista non troppo caro infatti ci fece pagare quaranta al posto di cinquanta euro. Questo sembrava una fusione tra la voce di Camilleri e il fisico di Saul Bloom, il vecchio di Ocean 11, con il suo cappello alla pescatora. Mentre andavamo, la tensione si stava allentando, sembrava quasi tornare alla normalità, ma visto la giornata al insegna della sfiga, eravamo diffidenti nel essere sicuri di arrivare a Salerno, il tassista ci raccontava i suoi fatti che era una brava persona che aveva dei figli, ormai il nostro corpo era cosi stanco che non lo ascoltavamo cercavamo di risparmiare le forze, perché la giornata ancora doveva finire….. Mentre camminavamo venne un diluvio universale, peggio di quello incontrato prima, pioveva cosi tanto che non riuscivamo a vedere la strada, ormai la via era inondata ,c’erano pozzanghere enormi a terra e non si decideva a migliorare il tempo, anzi peggiorò visto che entrammo in una zona piena di nebbia, ma quando dico nebbia intendo quella talmente fitta che non si vedeva da un palmo dal naso, avvolte ci trovavamo completamente in zone grigie senza vedere nulla. Il signore seguiva la linea centrale quella di divisione delle due corsie a doppio senso. Quindi spesso vedevamo macchine che venivano contro di noi, e grazie a Marco che aveva la testa fuori a mo di cane siamo riusciti a sventare un incidente frontale (e siamo tre!!!!! Tre auto tre incidenti sventati!!!!!!!!!) Arrivati a Paola chiedemmo di nuovo alla Polizia come dovessimo fare per prendere questo treno, visto che gli sportelli a quel ora erano chiusi e le macchinette automatiche non funzionavano. Ci rassicurarono che il biglietto si poteva fare sul treno, ma c’era un problema di fondo, che il treno per Venezia, che ci faceva arrivare a Salerno a l’una e un quarto. Il poliziotto con cui abbiamo parlato ci ha chiesto i documenti, sembrava un alto segno della sfiga, però per fortuna questo era un bravo uomo, infatti parlando gli abbiamo anche raccontato tutta la nostra storia, e preso forse da un po’ di compassione ci ha aiutato parecchio. Oltre che il treno aveva anche mezz’ora di ritardo, scoprimmo che il poliziotto era di Sapri e doveva prendere anche lui quel treno per tornare a casa, e grazie a lui e alle sue conoscenze, ma soprattutto alla divisa, ci fece salire su quel treno e non facendoci pagare neanche il biglietto!!!!!!! *_* (credo abbia usato la scusa che eravamo della scuola di polizia, perché lo capimmo dalle parole del cuccettista!) Fatto sta che ci fece anche accomodare in una cuccetta, che doveva ospitare delle persone che sarebbero salite a Salerno. Durante il viaggio abbiamo continuato a chiacchierare, e dovevamo “sdebitarci” con lui, procurandogli un buon LCD ad un prezzo conveniente! Direi io poca roba per l’aiuto che ci ha dato! Ora la cosa più difficile era rimanere svegli, perché con il poliziotto sceso, non avevamo con chi parlare e quindi eravamo in pericolo sonno e ci saremo ritrovati a Venezia!!XD (ci mancava solo quello, visto che ci devo restare un anno!! _._) Fortunatamente con una scusa ed un'altra (come alzare il termostato a inverno polare, non ci addormentammo e scendemmo alle due a Salerno, eravamo arrivati , eravamo a casa! Sembravamo due extracomunitari appena sbarcati a Lampedusa, baciavamo la terra, finalmente salvi!!! Arrivati a casa, dopo una rapida lavata ,sono corso nel letto e mi sono svegliato alle due del giorno dopo, mi sto ancora riprendendo da questo viaggio allucinante al insegna della sfiga e del contrattempo, l’unica cosa che posso dire positiva è che l’ho consumata tutto in quel viaggio e posso stare bene almeno per un mese…….. ieri era il compleanno di mio cugino e stavamo rimanendo a piedi, perché c’era lo sciopero degli autotrasportatori e la benzina non c’è nei distributori perché non arriva, fortunatamente che ci hanno avvertito, altrimenti saremmo riusciti ad arrivare a Napoli ma non a tornare……….. Cosa ho fatto di male per meritarmi questo!?? |
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